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L'Azerbaigian propone che la polizia ordini test psichiatrici involontari

  • IHR
  • 17 giu
  • Tempo di lettura: 1 min
L'Azerbaigian sta discutendo un progetto di legge che consente alla polizia di ordinare test psichiatrici forzati, suscitando timori che la misura possa essere utilizzata per prendere di mira i dissidenti.

I parlamentari azeri hanno discusso un progetto di legge che consentirebbe alla polizia e ai pubblici ministeri di ordinare esami psichiatrici per i cittadini senza il loro consenso.


Mercoledì 17 giugno la commissione sanitaria del parlamento ha discusso la proposta di emendamento alla legge nazionale sull'assistenza psichiatrica. Secondo il progetto di legge, la decisione del pubblico ministero o di un funzionario autorizzato dal Ministero degli affari interni fungerebbe da base giuridica per una valutazione forzata.


I sostenitori del disegno di legge affermano che le misure si applicheranno solo quando un ritardo nell’assistenza medica rappresenta una minaccia immediata per l’individuo o per coloro che lo circondano.


Tuttavia, le proposte hanno suscitato preoccupazione sui social media, con i critici che avvertono che si potrebbe abusare della legge per prendere di mira i dissidenti.


L'Azerbaigian ha già affrontato critiche per accuse di detenzioni psichiatriche involontarie. Attivisti e esponenti dell'opposizione, in particolare nella Repubblica autonoma di Nakhchivan, hanno ripetutamente affermato di essere stati confinati in istituti psichiatrici senza motivi medici a causa delle loro opinioni politiche.


Le autorità azere hanno costantemente negato queste accuse, sostenendo che tutti i ricoveri ospedalieri si basano strettamente su necessità mediche.


Il dibattito ha anche fatto rivivere i ricordi dell’era sovietica, quando la “psichiatria punitiva” veniva sistematicamente utilizzata in tutta l’URSS per mettere a tacere i dissidenti politici e i critici del regime.



 
 
 

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